A giugno scegliamo come meta vacanziera Capo Verde, e scopro che non è un'unica isola europea, ma un arcipelago africano di dieci isole. Mi informo sulla presenza in loco di giardini, trovo un orto botanico a Boa Vista. Il nostro villaggio turistico però è sull'
isola di Sal, su cui pare non ci sia nulla di notevole da visitare per chi ama le piante. Poco male, penso, tutto il mondo è un immenso giardino, e non serve essere Gilles Clément per affermarlo. Qualcosa da vedere troverò sempre.
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Miraggi all'orizzonte |
Succede così che il primo giorno di vacanza scendo in spiaggia, e mi guardo intorno: l'isola è proprio un pezzetto di Africa tormentato dal sole e lambito da un vento continuo, piacevole però, che rende il clima vivibile. Piante poche, brutte, piegate dalle correnti d'aria e dall'arsura, trascurate dall'essere umano. Ma tra le dune qualcosa brilla, e sono dei magnifici fiori di un giallo scintillante che spuntano dalla sabbia come asparagi. Un amico botanico mi ha suggerito il suo probabile nome scientifico:
Cistanche deserticola.
Non conosco il nome scientifico di quest'altra pianta, che apre piccoli fiori rosa sempre sulla sabbia e che, dall'aspetto succulento, parrebbe un Sedum. Magari qualche lettore saprà dirci di più:
Vi saluto con qualche cartolina capoverdiana:
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Una delle saline dell'Ilha do Sal (il nome dell'isola viene dal sale che vi si produce). |
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Al largo delle spiagge rocciose, fuori dai circuiti alberghieri, alcune zone sono abitate dagli innocui squali-limone. |
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Buracona, nella cui grotta si può ammirare un curioso fenomeno di rifrazione per cui, sul fondale, è visibile un "occhio azzurro". |
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Quel che sono riuscita a fotografare dell'occhio azzurro di Buracona. |
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Una scena dal mercato del pesce di Santa Maria. |
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